IL MITO MAC DIVENTA LIGURE
SI TROVA IN UN PAESINO DEL SAVONESE LA PIù GRANDE COLLEZIONE DI COMPUTER APPLE,INVIDIATA ANCHE DAI PADRI CALIFORNIANI

Si chiama "All Abour Apple Museum" ed è la raccolta di computer e materiale Macintosh più grande e completa del mondo Se pensate però che un museo del genere si trovi a Cupertino, la storica sede dell'Apple o in qualche altra lontana cittadina della Silicon Valley,vi sbagliate di grosso.Il primato di questa interminabile collezione di Mac riconosciuto con grandi onori dalla stessa casa madre californiana,è infatti tutto italiano.Milano? Roma? No,il terreno fertile per queste "mele" è l'entroterra ligure il museo da record si trova a Valleggia, borgo di tremila anime nel comune di Quiliano,a pochi passi da Savona. E questa sede decentrata dai grandi nuclei metropolitani ricalca idealmente le orme dei due padri fondatori della Apple,Steve Jobs e Steve Wozniak che nel 76 impiantano il loro primo artigianale laboratorio informatico nel garage di famiglia a Los Angeles,in california. Nasce il personal computer.Inizia una rivoluzione tecnologica,ma anche culturale e la "mela morsicata" diventa un'icona in tutto il mondo.Così per scoprire le tappe di quella che ormai è diventata storia del Novecento,è nata l'idea di questo museo. Grazie alla passione di fedelissimi del "Mac" tra computer scovati in magazzini e soffitte, donazioni dalle rivendite Apple e dai privati la raccolta ha assunto in pochi anni numeri impressionanti. Seimilaquattrocento pezzi tra cui 918 computer Apple (e 137 non Apple,dell'epoca per Ms-Dos)196 monitor 132 stampanti 756 periferiche minori(tastiere mouse drive...),130 poster,933 titoli di software,oltre 200 spille... Un autentico patrimonio,il cui unico limite è lo spazio.A tre anni dall'inaugurazione, i responsabili hanno deciso di riorganizzare l'esposizione per darne un assetto migliore, che vedrà la luce nel'open day fissato per sabato 24 maggio.Quando abbiamo iniziato nel 2002,avevamo solo una manciata di macchine spiega Alessio Ferraro, vicepresidente della fondazione. "Ci siamo resi conto che stavamo facendo qualcosa di straordinario per ricchezza per importanza storica e sopratutto perchè la nostra collezione pubblica e il materiale esposto,caso unico al mondo, è tutto perfettamente restaurato e funzionante!".
© 2008- Articolo di Marco Gervino tratto da Magazin del Corriere della Sera
INDICE ARTICOLI